Evviva Maria

Sabato 7 dicembre ore 21:00
Domenica 8 dicembre ore 18:30
Sala SpazioTeatro
Via S.Paolo 19/a Reggio Calabria
ingresso € 12,00
coupon 6 ingressi: € 60,00
I
coupon non sono nominativi e possono essere usati singolarmente o in gruppo
info al 339.3223262

info@spazioteatro.net

Nel 2020 ricorrerà il primo cinquantenario della nascita delle Regioni. Lo spettacolo racconta le violenze che accaddero a Reggio Calabria cinquanta anni fa, nel 1970, quando il popolo di Reggio Calabria protestò, occupando strade e ferrovie, contro la decisione di nominare capoluogo della Regione Calabria la città di Catanzaro, che contava solo settantamila abitanti, e non quella di Reggio Calabria, che ne contava centosettantamila. Molti furono i morti e molti i feriti e quei fatti, la più grande rivolta popolare italiana del dopoguerra, rappresentano, ancora oggi, una ferita aperta per tutto il Mezzogiorno d’Italia.

Il testo narra inoltre come quegli accadimenti s’innestarono con il tentativo di impossessarsi del potere da parte di un pezzo della destra italiana guidata da Junio Valerio Borghese, che arriverà a occupare la RAI e addirittura a tentare l’occupazione armata del Parlamento italiano. Cinque giovani anarchici calabresi erano riusciti a capire e a documentare il progetto politico militare di Borghese e si stavano recando a Roma per denunciare i fatti all’avvocato Di Giovanni che aveva collaborato alla contro-inchiesta sulla Strage di Piazza Fontana. La notte del 26 settembre 1970, sull’autostrada del Sole, nei pressi di Ferentino, furono uccisi in un misterioso incidente stradale provocato da due camionisti assoldati dallo stesso Borghese.

I cinque giovani avevano acquisito “carte e documenti segreti” che avrebbero fatto capire gli autori reali dell’attentato al treno La Freccia del Sud, avvenuto il 22 luglio dello stesso anno all’altezza di Gioia Tauro, in cui persero la vita sei persone.

Entrambi gli episodi furono frettolosamente archiviati dalla Magistratura come “incidenti”, molti invece continuano a scrivere che quei fatti definiti incidenti furono, viceversa, veri e propri “attentati” con cui si mirava a destabilizzare l’ordine sociale e a mettere a tacere ragazzi scomodi che avevano intuito i manovratori reali dei Moti di Reggio Calabria che, approfittando della battaglia dei reggini, miravano a conquistare l’Italia con la forza.

“La trascinante, partecipata interpretazione della Chiellino, che corre ansiosa tra le macerie della sua regione, mostra la realtà dei fatti in presa diretta, con la voce di una testimone oculare, con rabbia antica e lucida consapevolezza” 
Donatella Codonesu, teatroteatro.it