Jennu Brigannu

Muoio_OrricoManolo Muoio e Ernesto Orrico
presentano
JENNU BRIGANNU
Storie di briganti calabresi

di Vincenza Costantino
con Manolo Muoio e Ernesto Orrico

Sala SpazioTeatro
sabato 6 febbraio 2016, ore 21.00
domenica 7 febbraio 2016 ore 18.00
ingresso posto unico € 10,00
si consiglia di prenotare al 339.3223262 mail: info@spazioteatro.net

Due uomini, due sedie. Sullo sfondo potrebbe esserci una porta, la porta di una bottega in cui si vende vino in una qualsiasi strada di paese.
I due stanno davanti a questa porta immaginaria, e parlano di un tema a caduta libera: il  brigantaggio. Ne parlano dispiegando le loro conoscenze e con i modi di cui sono capaci, ne parlano mischiando la Grande Storia dell’Unità d’Italia con le storie riportate da testimonianze inedite o inventate, intrecciando cronache agiografiche, calunnie, leggende, materiali fotografici e documentari e un po’ di spensierato “sentito dire”.
Il testo è una polifonia che tiene in conto sia le voci contro e sia quelle a favore del brigantaggio, con l’obiettivo di svelare i limiti presenti in una lettura manichea del fenomeno. I briganti non erano solo farabutti ma neanche solo eroi da leggenda, erano innanzitutto uomini che avevano scelto, o erano stati costretti a scegliere, di stare fuori della legge e dalla cosiddetta comunità civile, pagandone poi il prezzo più alto.
Accanto a storie note e divenute parte della cultura popolare, ci sono storie di tanti senza nome, che si sono fatti briganti per seguire un sogno, un ideale, per una vendetta, un motivo d’onore, o solo per sfuggire la fame.
Il racconto dispiega così una storia frammentata e contraddittoria, che si sviluppa parallelamente a quella ufficiale e alle vicende della Calabria contemporanea. Il dialogo fra passato e presente è continuo, la cronologia netta degli eventi cede il passo alla poesia, i documenti storici sconfinano nei deliri e nei sogni di chi il brigantaggio l’ha vissuto per interposta persona, senza agire, senza scegliere, ma continuando a raccontarlo, in qualche maniera, a cantarlo.
Lo stile della recitazione è semplice, privo di artifici, tutto si basa sulla parola, sulla capacità degli attori di dare corpo e voce a piccoli frammenti narrativi, in un continuo affastellarsi di stili, forme e dialetti, con una voglia di raccontarsi addosso e di togliersi il fiato a ricordare nomi, personaggi, luoghi, storie…

Vincenza Costantino ha curato i libri Teatro in Calabria 1870-1970, (Monteleone, 2003), e
Tra dramma e vita, il teatro di Antonio Spadafora, (Sovera, 2010). È autrice dei testi teatrali
Sulle acque sui rovi, storia di San Francesco di Paola (pubblicato da Le Nuvole nel 2007) e
L’emigrazione è puttana. Ha insegnato Semiologia dello Spettacolo per il Corso di Laurea in
Filosofia e Scienza della Comunicazione e Arti Performative e Nuovi Media per la laurea
specialistica in Linguaggi dello Spettacolo, del Cinema e del Video, dell’Università della
Calabria. Attualmente insegna presso il Liceo Scientifico di San Giovanni in Fiore. Ha scritto il
saggio Teatro come esperienza pedagogica (Anicia, 2015).

Manolo Muoio Dal 1992 esplora le arti performative con Nikolaj Karpov, Abani Biswas,
Augusto Omolù, Marylin Fried, Michele Di Stefano. Nel 1995 dà vita al CUT dell’Università
della Calabria e nel ‘98 è tra i fondatori di Teatro Rossosimona. Interprete in Sida e l’uomo dal
fiore (Premio ETI-Vetrine ’96), È il momento dell’amore (Premio Scenario 2001). È autore di
un pugno di solo performance ispirate alla letteratura di W.S.Burroughs e J.G.Ballard. Nel
2013 ha realizzato la prima tappa del progetto documentaristico/performativo Hotel
Guantánamo. È stato aiuto regia di Julia Varley (2005) e Rafael Spregelburd, nello spettacolo
SPAM (2013). Dal 2009 al 2011 ha collaborato alla direzione artistica e organizzativa di
Quirino Revolution MAD, rassegna di teatro e danza contemporanea del Teatro Quirino di
Roma. È appassionato di storia e politica internazionale, trekking e culture psichedeliche.

Ernesto Orrico Attore, autore e regista, laureato al Dams dell’Università della Calabria, ha
studiato con Maurizio Grande, Valentina Valentini, Marcello W. Bruno e Francesco L. Gigliotti.
Ha frequentato laboratori teatrali con Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi del Teatro
Valdoca, Lyudka Ryba del Cricot 2, Romano Colombaioni, Francesco Scavetta, MK,
Vincenzo Pirrotta, Peppino Mazzotta, Armando Punzo. Dal 1998 al 2001, ha fatto parte di
Teatro Rossosimona. Ha lavorato con Scena Verticale, Centro RAT – Teatro dell’Acquario,
Carro di Tespi, Spazio Teatro, Zahir, Compagnia Ragli. Dal 2003 al 2014 ha collaborato con il
Teatro della Ginestra di Cosenza. Ha scritto ‘A Calabria è morta, monologo teatrale (Round
Robin, 2008, le raccolte di poesie Appunti per spettacoli che non si faranno (Coessenza
2012) e The Cult of Fluxus (Edizioni Erranti, 2014).