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ESERCIZI MATERIALI
7 racconti in musica di Domenico Loddo

con:
Gaetano Tramontana - voce narrante
Giampiero Locatelli – piano e tastiere
Claudio Bagnato – percussioni
Dario Miano – sax

Musiche originali di Giampiero Locatelli
Regia di Gaetano Tramontana

Racconti tratti dalla raccolta “Esercizi materiali”
edita da Città del Sole Edizioni.

ESERCIZI MATERIALI
 rappresenta l’incontro fra narrazione e musica, fra i racconti di un autore contemporaneo, Domenico Loddo, e le creazioni musicali di un compositore, Giampiero Locatelli, ispirato da sonorità jazz.
Entrambi reggini ed entrambi giovani, i due autori si incontrano tramite la selezione e la narrazione di Gaetano Tramontana, che prova ad unire i due mondi – letterario e musicale – creando insieme ai musicisti in scena un lavoro al confine tra teatro e musica.
7 racconti che si susseguono intersecandosi alle note dal vivo, narrando di fulminanti storie d’amore, piccole-grandi esistenze e quotidiane lotte alle nostre paure.
Uno spettacolo insieme raffinato e vivace.

Note di regia
I racconti di Domenico Loddo – specie quelli raccolti in “Esercizi Materiali” - hanno una loro immediata riconoscibilità: il tono surreale farcito di citazioni, non solo letterarie; la pittura, la musica, il fumetto, la filosofia, la cronaca si intrecciano ma non appesantiscono la pagina, filtrano attraverso la storia rendendola pregiata per chi riesce a coglierle al volo, senza però escludere la godibilità della lettura a chi non condivide con l’autore la passione per le varie arti – colte e/o pop – di cui si nutre la sua scrittura.
Non è un caso che il sottotitolo della raccolta pubblicata da Città del Sole Edizioni reciti: “letture per sale da tè, d’attesa e da bagno”.

Ma c’è altro che intriga. Per la loro struttura questi racconti sono fulminanti: raramente più lunghi di due paginette (il formato della raccolta ricorda quello della Piccola Biblioteca Adelphi); eppure dietro ai personaggi di Loddo, agli episodi narrati, si scorge il racconto di un’intera esistenza; il senso di una vita, di un’esperienza, illuminato da un aneddoto, da una frase, da uno sguardo.

E poi, in questi suoi Esercizi, emerge una specie di raffigurazione mitica della contemporaneità, un’idea di “ultimi giorni dell’umanità” lontana da catastrofismi e apocalissi, bensì coniugata a un senso poetico della “fine inevitabile”, a un’ironia moderna che pone sempre al centro l’uomo, la sua lotta quotidiana per la sopravvivenza mai disgiunta dalla consapevolezza di quanto i nostri sforzi siano vani ma allo stesso tempo indispensabili per continuare a coltivare la speranza nei rapporti umani.

Si ride con i racconti di Loddo? Sì; si ride di noi (quindi si sorride), dei nostri treni persi, del piccolo punto posto alla fine del nostro cammino, oscuro e luminoso insieme, secondo i semi che abbiamo lasciato per strada.