Progetto Agamennone Lab

da Eschilo a Pasolini
con Laura Bandelloni, Irene Barbugli, Domenica R. Buda, Domenico Chilà, Umberto D’Arcangelo, Stefania De Cola, Giuseppe Flaviano, Daniela Marra, Gaetano Tramontana
regia di FULVIO CAUTERUCCIO
Produzione: SPAZIOTEATRO – MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVAL 2008

Si rintracciano due tematiche fondanti che interessano particolarmente il nostro lavoro e lo collegano sia alla tradizione antropologica mediterranea che ad una riflessione sulla contemporaneità: a) l’inevitabile scacco dell’uomo nei confronti di una destino ostile, di una “natura matrigna”, insieme ad una riflessione sul binomio colpa-espiazione; b) la guerra come massimo fenomeno disgregante all’interno della comunità, la disgregazione della famiglia e il conseguente venir meno degli elementi di coesione sociale.
L’importanza del Coro in “Agamennone”, formato dagli abitanti di Argo in attesa di notizie dalla guerra, segna l’opera e ne suggerisce una lettura scenica nella quale, appunto, il Coro riveste un ruolo fondamentale in senso non solo drammatico, ma di motore della storia; un Coro che – nella nostra visione – assuma di volta in volta il corpo e la voce dei protagonisti singoli: da Agamennone a Clitennestra, da Cassandra a Egisto.
La compagnia, formata per l’occasione da attori di diversa provenienza, si rivela portatore anche antropologicamente di una koiné potenzialmente capace di riflettere sulla complessità culturale e sociale della tragedia greca all’origine del teatro mondiale. Fulvio Cauteruccio, regista dello spettacolo, torna ad investigare la contemporaneità della tragedia greca e dello stesso “Agamennone” eschileo.

dalla rassegna stampa:
“…. di guerra si parla, comunque; ecco allora le figure che gravitano attorno agli eventi bellici: il soldato che si confronta con l’amaro rientro, la madre che ha perso i propri figli, quella che li aspetta ancora. E poi chi ha fretta di dimenticare, chi non vuole farlo. Chi vede nella tregua una svolta positiva per sè. E chi non si arrende e urla la propria verità. La bravura, grottesca e dissacrante, di Fulvio Cauteruccio – sua la regia, in scena la compagnia reggina di SpazioTeatro – è di portare a galla questi personaggi, quasi macchiette, con l’ironia e la semplicità di una citazione, di un accostamento, azzardato ai più. Eppure ognuno di loro è affrontato ed esaminato in maniera grottesca, sì, ma fresca. Il risultato è una Clitennestra isterica e genuina, una casalinga disperata per intenderci; un Egisto surfista californiano che la stessa sua amante sminuisce come un bamboccio; un Agamennone despota, che ricorda i tanti discorsi pronunciati dai “potenti” dei nostri giorni… Interruzioni, salti temporali, urla, sussurri, voci alterate e suoni ben precisi: è il consueto pot pourri di quel particolare tipo di teatro in cui Cauteruccio affonda a piene mani, da sempre contando sul valido supporto dei suoi interpreti. Che anche questa volta non è mancato. Convincenti tutti – chi più, chi meno, è ovvio -, vogliamo soffermarci su uno in particolare, Domenica Buda. Un vero concentrato di energia e arte a tutto tondo, con una voce dolcissima, capace di vere magarìe…” Carmen Loiacono