Antonio Ferrante interpreta Testori

NVE00001CONVERSAZIONE CON LA MORTE
di Giovanni Testori
con Antonio Ferrante

Sala SpazioTeatro
23, 24 ottobre 2015, ore 21.00
domenica 25 ottobre 2015 ore 18.00
ingresso posto unico € 10,00
si consiglia di prenotare al 339.3223262
mail: info@spazioteatro.net

Scrittore, drammaturgo, pittore, critico d’arte, poeta, regista, attore: difficile definire in una parola Giovanni Testori, uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento; nato a Novate Milanese nel 1923 e morto a Milano nel 1993.
La sua scrittura, caratterizzata da un’originalissima miscela di dialetto lombardo e elementi italiani, francofoni e anglofoni, emerge con tutta la sua potenza spesso dissacrante proprio nei testi teatrali.
Conversazione con la morte, scritto nel 1978, coincide con la conversione di Testori alla religione cattolica;  racconta di un’attore che ricorda il proprio passato sulle grandi scene e riflette sulla caducità di ogni azione umana: la morte della mamma che apre una speranza futura per essere accolto anche lui nell’aldilà, l’amore giovanile per una compagna di lavoro e riflessioni che si intrecciano al dato biografico della conversione dell’autore.
Il tutto in una conversazione con una capretta che simboleggia la morte, all’interno di un teatro grotta fatto di pochi ma eletti spettatori.
Antonio Ferrante lo ripropone avendo raggiunto la maturità e l’esperienza per una prova di teatro evento su uno dei più importanti drammaturghi contemporanei.
foto di scena: Nina Borrelli

Giovanni Testori
Nato a Novate Milanese nel 1923 già a 17 anni collaborava ad alcune riviste del GUF con articoli di critica d’arte. Dal 1952 diviene allievo prediletto di Roberto Longhi e pubblica celebri scritti sull’arte del Cinque-Sei-Settecento lombardo-piemontese.
Del 1954 è la sua prima opera di narrativa: Il dio di Roserio.
Seguirà poi il ciclo dei “Segreti di Milano” e il primo esordio come drammaturgo al Piccolo Teatro di Milano, con La Maria Brasca nel 1960.
Gli anni Sessanta sono segnati dal sodalizio con Luchino Visconti e Testori raggiunge la notorietà presso il grande pubblico. Con Franco Parenti, a partire dal 1972, porta in scena la Trilogia degli Scarrozzanti, dando vita, con Andrée Ruth Shammah al Salone Pier Lombardo, oggi Teatro Franco Parenti.
Nel 1977, la morte della madre dà inizio a una nuova fase della vita dello scrittore, segnata dal monologo Conversazione con la morte e dalla collaborazione con il Teatro dell’Arca di Forlì.
Gli anni Ottanta sono invece nel segno di Franco Branciaroli e del Teatro degli Incamminati, da lui fondato con Emanuele Banterle. Anni in cui si va intensificando la sua attività di critico militante, rivolta a molti giovani talenti che devono a lui la notorietà.
Dalla metà degli anni Settanta, Testori aveva preso il posto di Pasolini come commentatore in prima pagina del “Corriere” e dal 1978 diviene responsabile della pagina artistica.
Dopo tre anni di malattia, Testori muore il 16 marzo 1993.