LINEE D’ENTRATA #3

ESPOSIZIONI FOTOGRAFICHE IN PARALLELO

Terzo appuntamento alla Sala SpazioTeatro con LINEE D’ENTRATA: una serie di esposizioni fotografiche in concomitanza con le date della stagione teatrale.
L’ingresso della Sala SpazioTeatro e stato messo a disposizione, invitando fotografi e artisti che in vario modo condividono il nostro percorso a esporre una selezione dei loro lavori.
Le esposizioni sono collocate all’entrata della Sala, per questo ci è piaciuto giocare con il titolo, scegliendo una definizione, “linee d’entrata”, che in fotografia indica tutte quelle linee, reali o immaginarie, che guidano l’occhio di chi guarda verso il soggetto principale o in una direzione precisa e studiata.
Ogni esposizione è inaugurata il venerdì precedente gli spettacoli e rimarrà allestita nei giorni degli spettacoli e nel periodo che intercorre tra uno spettacolo e l’altro.

PARALLELO #3: ALDO VALENTI presenta STUDIO SU “LE SERVE”

Nel marzo del 2009 la Compagnia del Teatro Argomm di Milano guidata da Francesco Mazza giunge a SpazioTeatro ospite della rassegna “Zattere”, presentando un originale Studio su “Le serve” di Jean Genet.
L’ensamble è molto particolare e stravolge a suo modo il lavoro sui personaggi: a interpretare i tre protagonisti della pièce – tradizionalmente donne – oltre Francesco Mazza che interpreta Madame, ci sono Romeo Martel e Luigi Povelato, ex detenuti del carcere di San Vittore, a dare corpo e voce a Claire e Solange, aspiranti assassine della loro padrona.
Senza alcun compiacimento visivo né tantomeno sottinteso, nell
‘inevitabile ambiguità del cambio di sesso, i tre interpreti scavano e reinventano un testo che porta addosso anche le loro esperienze di vita, detenzione, delusione e riscatto.
Sette anni dopo, Aldo Valenti tira fuori dai suoi sterminati file le immagini di quelle sere a SpazioTeatro, in un’esposizione che ci porta indietro nel tempo anche a un pezzo della nostra storia.

Cheironomìa
Il gesto e la parola, nello spazio limitato, assumono una valenza particolare. Nella fotografia può solo “fermare” il gesto, la parola l’aggiungerà lo spettatore.
Tre attori, provenienti da un vissuto carcerario, hanno messo in scena un lavoro scritto da Jean Genet. Un fatto realmente accaduto, un omicidio che richiama Pierre Rèviere “…avendo ucciso mio padre e mia madre…”.
Mi ha incuriosito il loro percorso e vederli sulla scena mi ha portato a “fermare” il gesto (la naturalezza, l’eleganza).
Tre attori, che hanno vissuto una esperienza di detenzione per diversi anni (vedi scheda di G. Mazza), è stata un’osservazione continua, che va oltre l’immagine, scegliere il momento non è stato sempre facile.
Ho selezionato alcune immagini da condividere.
Aldo Valenti

Aldo Valenti si presenta
Nato e cresciuto nella fotografia, nonno e padre fotografi!
Da anni ho sempre ricercato immagini di particolare valore comunicativo, spaziando, dalla “foto sociale” alla “foto di teatro”, osservando e scrutando per “coglier il momento” di sintesi/fotografica.
A volte penso, di esserci riuscito per alcuni momenti, sempre pronto a ripartire ed a ricercare.
Ad oggi non sono soddisfatto di quello che ho realizzato, questo mi da la forza di continuare.
Cercare il proprio modo di guardare le cose…guardare in modo diverso….cogliere le espressioni…l’anima di ciò che sto fotografando in maniera unica….perchè siamo riusciti a guardarci e guardare dentro, nel momento in cui si scatta non c’è solo un soggetto…….ci sono anch’ io.